Non so ancora cosa sto scrivendo. Ma scrivo perché dopo qualche bicchiere di vino (una bottiglia gentilmente donata da quel buongstaio di mio padre) ci sono sempre troppe parole che restano a struggersi nel posto dove nascono le favole. Allora devo liberarne qualcuna.
Mi sentirei bene, se la vita fosse un’eternità di momenti come questo. Purtroppo però si deve lavorare, guadagnare, mangiare e morire. Quindi l’istante di adesso è un’eccezione.
Vale la pena goderselo.
Tra le altre cose devo sottolineare una grande fonte di emozione piacevole. Due miei amici si sposano sabato prossimo. Qualche settimana fa lei mi ha chiamato al telefono per preannunciarmi l’invito alla cerimonia. La cosa mi ha un po’ sorpreso, dal momento che non ci vediamo spesso. Però mi sento lusingato. A rifletterci bene ho avuto una parte importante nel trovare un lavoro ad entrambi. E soprattutto sono stato sincero, cosa che non mi è costata fatica alcuna, ma comunque rara di questi tempi.
Nel giorno più importante della loro vita, hanno deciso di invitarmi. Questo è il punto. Al di fuori di ogni specie di calcolo sociale, di ogni apparenza pretestuosa, potevano senza problemi dimenticarsi di me, ed invece con gentili e calorose parole sono stato invitato a condividere quella giornata.
Allora ci sarò, augurando ai due sposi il meglio che la vita può offrire loro.

